Un nuovo viaggio olfattivo nel mondo della profumeria artistica: Biehl Parfumkunstwerke


Biehl.parfumkunstwerke è un nome tedesco composto: Biehl è il cognome del proprietario e fondatore, l'imprenditore Thorsten Biehl, mentre Parfumkunstwerke è la parola tedesca per "iconografia delle fragranze".


Questa galleria olfattiva fondata nel 2006 si propone di soddisfare e dare libero sfogo all'estro degli artisti che ne fanno parte evitando in modo assoluto di ricadere in ricerche e toni commerciali.

15 fragranze create da 6 nasi profumieri, nominate in ordine cronologico e con le iniziali del proprio creatore, prodotte in edizione limitata, distribuite selezionando i canali di vendita e usando packaging minimalisti. Un progetto estremamente selettivo e dal carattere deciso.


Nulla deve lasciare che chi partecipa a questo racconto olfattivo sia distratto da altro che non sia il profumo.

Grazie allo staff della Stefano Saccani Distribution ho avuto modo di annusare 13 di queste fragranze, ammirandone tutte le sfumature.

HB01 

Henning Biehl ha creato una sola fragranza, che quindi ha preso il nome HB01, di un'eleganza quasi indescrivibile. Se dovessi scegliere un solo profumo da questa galleria olfattiva sceglierei questo, il primo che ho provato ed il più immediato:

Fiori bianchi, un giardino molto curato, mobili in ferro battuto, cuscini imbottiti dai colori silenziosi. Qualche cinguettio, per nulla fastidioso, femminile.
La delicatezza di un palmo teso a sfiorare piante rare e preziose.

Indubbiamente una fragranza d'altri tempi, ma contemporanea nel messaggio femminile e suadente che, scaldandosi, si sviluppa in estrema coerenza, senza colpi di scena.

MB02

Mark Buxton ha creato per Biehl ben tre fragranze, questa è la seconda ed è decisamente maschile secondo il mio gusto.
Le note di testa, verdi e fiorite, svaniscono ad una velocità impressionante. Il naso ci si aggrappa, ma è già tempo di passare a toni più sofisticati. Interessante, complesso, vi ho trovato toni casual. Sento molto il legno di sandalo, specialmente sovrapponendo due spruzzi. Immagino un uomo giovane ed anticonformista.

PC01 e PC02

Patricia Choux è leggera e zuccherina, le sue fragranze la raccontano come una sorridente sognatrice con la quale mi piacerebbe scambiare due chiacchiere.

PC01 è molto fresca, quasi "fredda", frutti esotici e fiori bianchi, senza dubbio di classe.

PC02 è totalmente differente, delizioso e caldo, speziato.
L'ho trovato adorabile come un pomeriggio alle giostre: le golosità del banchetto dei dolci stemperata dalla velocità delle altalene. Personalmente non trovo che sia serale o sexy, tutt'altro, la vivo come un'estroversa dichiarazione di vitalità ed amicizia.

EO01, EO02, EO03

Egon Oelkers ha dato una linea decisamente raffinata alle fragranze create per Biehl, tutte vivaci e creative, pur con attitudini estremamente differenti.

EO01 è dolce di una dolcezza non scontata, si apre con note di noce moscata, albicocca, arancia per poi sviluppare il pepe rosso, l'orchidea, il mughetto. Ciò che ho amato maggiormente in questo profumo è il suo racconto da vecchia drogheria di paese: unisce spezie e vaniglia, è rassicurante e rimane delicatissimo sulla pelle. Uno dei miei preferiti all'interno della proposta Biehl. Decisamente creativo ed anche un poco autunnale.

EO02 è estremamente elegante, mi appare come il perfetto abbinamento alla fragranza di Henning Biehl: questo è un uomo in camicia di lino, il sole del primo mattino, un venticello caldo fra le tende bianche. Affascinante e maturo, coloniale.

EO03 raffinato, provocante e deciso. Fiorito, ma non solo, si sviluppa a lungo ed è ricco di elementi seduttivi e concreti, eppure risulta di semplice comprensione, lineare. Ha carattere, esce da molti schemi e non saprei darne un'indicazione d'uso che non sia: "Per la Donna con la D maiuscola".
Questa fragranza mi fa pensare ad occhi profondi, intensi, truccatissimi.

I suoi tre profumi mi hanno fatto sognare.

AL01, AL02, AL03

Arturetto Landi ha creato tre fragranze d'ispirazione italiana ed araba definite "opulente" totalmente a ragione. Sicuramente si tratta di un gran narratore, ma lo immagino piuttosto nostalgico.

AL01 è una fragranza complessa d'altri tempi, la trovo davvero vintage. La vedrei benissimo indosso ad una bella donna vestita e truccata in stile fifties, con ughie laccate di rosso ed accessori di lusso. Parte da un complesso fiorito-fruttato per arrivare, con in tempo, ad una base muschiata e legnosa.
Per i miei gusti appena spruzzato è davvero troppo intenso, con il tempo invece si stempera pur mantenendosi vivo e decisamente ricco di personalità. Non so se sia un problema mio, ma ho sentito delle corrispondenze olfattive in vecchie proposte firmate da una nota casa di moda francese. Stiamo comunque parlando di profumi e, con essi, di emozioni e ricordi soggettivi.

AL02 si mantiene coerentemente in linea con la personalità del primo, pur proponendo note più speziate e vibranti. Non mi è piaciuto, lo ammetto, mi ha fatto pensare ad ambienti troppo sfarzosi per sentirmi a mio agio, con ricchi tappeti ed enormi lampadari di cristallo.

AL03 si discosta nettamente dai primi due, risultando decisamente più originale. Muschio, pelle, legno, note floreali delicate ma decise, incenso, ambra grigia. Questo profumo racconta una storia che non è una favola per bambini, ma ha comunque una sua morale in di "coda".

Le sue fragranze, purtroppo, risvegliano in me, oltre a immagini antiche, anche forti mal di testa.

GS01, GS02, GS03

Geza Shoen utilizza nelle sue creazioni molte meno note olfattive rispetto ai suoi colleghi, è considerato un minimalista ribelle e geniale. So che la sua figura è dibattuta, non a tutti piace il suo approccio un po' snob e radicale, ma le sue fragranze parlano per lui e ne difendono le scelte.

GS01 è molto pulito e limpido, ricorda gli aromi della cucina mediterranea in modo leggero e disinteressato. Di che cosa si tratta? Di un passaggio veloce, forse addirittura di una provocazione.
Si dissolve velocemente e va riapplicato spesso.

GS02 è pungente, concettuale. Fa tutto un giro di parole aromatico-speziate per poi andare dritto al punto con il cuoio, l'ambra grigia e la vaniglia. Seduttivo e interessante.

GS03 è nuovamente fresco ma, introducendo mandarino e pepe fra le note di testa, ha carattere. Non ne gradisco troppo l'evoluzione che mi ricorda il sapone e disperde molto del suo charme.


Con la galleria olfattiva di Biehl ho potuto fare un viaggio davvero interessante attraverso caratteri e narrazioni completamente differenti. Non solo provocazioni, non solo rassicurazioni, nulla di scontato insomma. Eppure trovo che queste fragranze stiano bene sotto lo stesso marchio perché hanno tutte in comune una libertà d'interpretazione chiara, immediatamente riconoscibile.

Qual è il vostro rapporto con la profumeria artistica: siete più intimiditi o attratti da tutta questa self confidence?

Des

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